Progetti

Popeat 01


Pop eat 01 è un progetto innovativo che celebra l’intersezione tra arte, stampa e moda.

Otto artisti provenienti da diversi ambiti danno vita a opere uniche, stampate su capi d’archivio grazie all’innovativa tecnica dtf. Ogni capo è scelto con cura per preservare l’integrità dell’opera, senza compromettere l’esperienza di chi lo indossa.

In questa mostra, l’arte abbandona le mura e i piedistalli per camminare tra le persone, tornando accessibile, tangibile e viva. i capi si trasformano in tele viventi, offrendo la possibilità di indossare il lavoro personale di un artista contemporaneo ed esprimersi attraverso di esso.

Pop eat 01 si confronta così con la sfida di proporre una modalità di fruizione alternativa rispetto al concetto tradizionale di opera d’arte, abbattendo le distanze tra opera e fruitore e favorendo la creazione di un rapporto diretto e personale con l’artista.

L’indossabilità e la vivibilità delle opere ricoprono un ruolo cruciale in questa dinamica: rendono possibile un nuovo avvicinamento tra arte e pubblico. per questo motivo, ogni capo è selezionato con attenzione per garantire comfort, vestibilità e durabilità.

Nel superare i confini tra arte e moda, pop eat abbandona il concetto di semplice “pezzo da vetrina” e favorisce la creazione di capi che possano essere apprezzati e vissuti nella vita quotidiana.

In linea con la nostra filosofia di sostenibilità, tutti i capi d’archivio presenti nella mostra sono frutto di un processo di upcycling. ci impegniamo a dare nuova vita a capi d’abbigliamento preesistenti, contribuendo nel nostro piccolo a contrastare il fenomeno della fast fashion.

Uomo stella” di Giorgia Grassi

Giorgia Grassi, nata nel 1997 a Roma, si rivolge alla pittura come mezzo per trovare sollievo psicologico. Attraverso il processo pittorico, indaga e realizza il potenziale terapeutico e introspettivo dell’arte. Attraverso l’esplorazione indipendente e la sperimentazione di vari stili e tecniche, non solo sviluppa le sue capacità artistiche, ma scopre anche qualcosa in più su se stessa.

Leonardo Crudi, nato a Roma nel 1988, è uno dei fondatori del Collettivo 900. Artista autodidatta, scopre l’arte dei graffiti all’età di 13 anni e la sua formazione precoce lo porta a creare immagini bidimensionali con combinazioni di colori uniche.
A partire dal 2012 ha iniziato a produrre opere su carta, combinando il lettering dei graffiti con elementi ispirati al cinema neorealista italiano, utilizzando penne a sfera e smalti per creare tratti grafici verticali e campi geometrici di colore uniforme.
Influenzato da movimenti come il Suprematismo, il Costruttivismo e il Futurismo russo, Crudi concepisce l’arte come un regno in cui offrire una comprensione alternativa della società in cui viviamo.

Raniero Berardinelli, nato a Roma nel 1974, ha studiato disegno e pittura con la pittrice svedese Isabell Laurell. Ha poi studiato storia dell’arte alla Sapienza di Roma e alla Ca’ Foscari di Venezia.
Inoltre, Berardinelli ha approfondito la sua formazione in pittura e nudo presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia con Giorgio Teardo. La ricerca artistica di Berardinelli si concentra sulla pittura, che sceglie deliberatamente come mezzo per preservare e rivitalizzare le tradizioni dell’arte pittorica e figurativa in modo unico e personale.

Marcello del Prato, nato a Roma nel 1997, ha intrapreso il suo percorso artistico con la pittura in giovane età. Come artista autodidatta, ha esplorato diverse tecniche figurative.
La sua attenzione principale è rivolta alla figura umana, che ritrae sia esternamente che internamente, mostrando il suo interesse nel catturare gli aspetti fisici ed emotivi della forma umana.

Andrea Bernardini, noto anche come Pierre Peroncini, è nato a Pisa nel 2000. Dal 2018 ha concentrato il suo studio artistico sull’uso della linea in pittura. Le sue tele creano uno spazio metafisico che incarna una poetica eterea, caratterizzata da gesti fisici che sono allo stesso tempo costretti e liberati, e dalla sottile dissimulazione e stratificazione di colore e materiali.

Giovanni Lo Castro, nato a Roma nel 1997, si è laureato con lode alla RUFA (Rome University of Fine Arts) nel 2020. Attualmente studia e lavora a Milano, dove è iscritto al dipartimento di nuove tecnologie di Brera. L’attenzione artistica di Lo Castro si concentra sull’esplorazione delle possibilità percettive delle immagini, infuse con le sue esperienze personali e con elementi emotivi e psicologici.
Il suo lavoro prevede la sovrapposizione di ideologie e forme, fondendo elementi digitali e analogici attraverso scelte materiche e cromatiche che giocano con contrasti complementari. L’esplorazione dell’immagine come linguaggio porta Lo Castro a fondere motivi
iconografici tradizionali con l’estetica contemporanea, incorporando vari mezzi come video, installazioni, pittura e fotografia.
Le sue installazioni creano connessioni tra l’opera, lo spettatore e l’ambiente circostante, sfidando la visione diretta ed esplorando prospettive multiple.

Sofia Martinoli, nata a Roma nel 2002 studia alla Naba arti visive. Si approccia al mondo dell’arte come autodidatta attraverso il disegno e la pittura, inizialmente per esprimere un disagio interiore dovuto a un trauma. Attualmente la sua ricerca artistica cerca di mettere in dialogo il suo vissuto interno con problematiche sociali e culturali, sperimentando con altri medium come la fotografia e la video arte.
La sua ricerca è in divenire, ma è interessata a donare con essa un modo diverso di guardare e concepire il mondo che abitiamo.

Verdiana Bove, nata a Roma nel 1996, ha studiato all’Accademia di Belle Arti, prima presso la Rufa e poi a Via Ripetta. È tra i fondatori di Condotto48, uno degli spazi indipendenti che hanno rivitalizzato la scena romana negli ultimi anni. La pratica artistica di Bove ruota attorno alla pittura, che considera una scelta precisa e deliberata.
Per lei la pittura è un linguaggio intimo per esprimere poeticamente il suo mondo personale e le sue esperienze, utilizzando colori tenui e composizioni divise per approfondire l’analisi esistenziale.